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Belgium sang for the Climate. Want to join the movement?
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Sing for the Climate is a big singing manifestation that took place on September 22 and 23 2012. The goal was to sing the same song with as many people as possible. More than 80.000 people in more than 180 Belgian cities and communities (more than half of the municipalities in Belgium) sang the song "Do it Now", based on the Italian song "Bella Ciao".
With this event, the 80.000 participants aimed to urge politicians to take more ambitious climate measures both on local and national level. In all these cities and communities a video was made of the local event, of which the well-known Belgian film director Nic Balthazar made one final climate clip.
The next step was to distribute this clip to politicians, to show them that many people demand direct action against climate change, and that many are worried about the planet.
The success of 'Sing for the Climate' proves that a mass mobilization around climate change is still possible even after the COP15 in Copenhagen.
Now is the time to give the same signal on an international level. Therefore we appeal to local groups and organizations worldwide to organize their own version of Sing for the Climate and register it on this LINK.
http://www.singfortheclimate.com/EN/default.aspx
I Comuni italiani non stanno a guardare: nel 2012 in 597 hanno elaborato un Piano di Azione per l'Energia Sostenibile
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Ridurre i consumi energetici, promuovere le energie rinnovabili e incentivare l'adozione di comportamenti virtuosi (dal trasporto pubblico alla raccolta differenziata dei rifiuti), per favorire, con l'adozione di concrete ed efficaci politiche di prossimità, la transizione verso un territorio a basso contenuto di emissioni di carbonio.
Sono sempre di più i comuni italiani che elaborano e adottano un Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile(PAES), strumento essenziale per raggiungere, su scala urbana, il condiviso obiettivo europeo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020.
Sono state infatti 597 (dati forniti da Alleanza per il Clima Italia onlus) – contro le 445 del 2011 – le amministrazioni locali che, nel 2012, hanno presentato un proprio Paes, in accordo con l'impegno preso aderendo al Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors), rcomunità di enti locali europei che ha deciso di intraprendere politiche territoriali condivise per raggiungere il sopracitato obiettivo 20-20-20. Nell'arco di un biennio, quasi la metà (1044) dei comuni italiani aderenti al Patto (2314 in totale) ha presentato un Paes. Un dato che, una volta tanto, mette l'Italia sullo stesso livello dell'Europa: su 4577, sono infatti circa la metà - 2371 – i comuni europei che hanno già presentato un Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile.
Un impegno, quello delle municipalità italiane, su cui l'anno scorso ha posto l'accento il Premio A+CoM, che torna anche quest'anno per incoraggiare e stimolare le amministrazioni comunali a dotarsi di Piani che siano strumenti di lavoro ambiziosi, qualificati e operativi. Promossa da Alleanza per il Clima Italia onlus (struttura di supporto del Covenant of Mayors) e Kyoto Club, la seconda edizione di A+CoM - c'è tempo fino all'8 marzo per partecipare, (leggi qui) selezionerà i 4 “migliori” Paes elaborati e deliberati nel 2012. L'anno scorso sono stati 9 i comuni premiati, tra i vincitori delle 4 categorie in gara (divise in base al numero di abitanti: Montaione, Castelnuovo del Garda, Lodi, Castelfranco Emilia e Genova), i segnalati (Palena e Villasanta) e i meritevoli di una menzione (Bari e Firenze).
Quest'anno, per partecipare, i comuni devono aver previsto, nell'elaborazione dei propri Piani, azioni concrete nel settore municipale (analizzando ed efficientando in primis gli edifici e le strutture comunali) e in quelli del settore residenziale, del terziario e del trasporto, considerati campi di intervento fondamentali per una politica di riduzione della CO2 che sia realmente efficace.
Allo stesso tempo, il Paes deve includere anche interventi concreti in almeno tre degli altri ambiti, ugualmente essenziali: produzione locale di energia, pianificazione territoriale, acquisti pubblici, coinvolgimento della cittadinanza, degli stakeholder e del settore produttivo.
I Piani saranno valutati da un comitato tecnico e da uno scientifico: il Comitato Scientifico, che potrà altresì attribuire menzioni speciali, è composto da Mario Agostinelli, presidente Associazione Energia Felice; Stefano Caserini, docente Politecnico di Milano; Annalisa Corrado, direttore tecnico AzzeroCO2; Antonio Lumicisi, Ministero dell’Ambiente; Francesco Musco, esponente consiglio nazionale di Legambiente; Massimo Scalia, docente di fisica Università La Sapienza; Karl-Ludwig Schibel, coordinatore Alleanza per il Clima Italia; Gianni Silvestrini, direttore scientifico Kyoto Club; Maria Rosa Vittadini urbanista Università Iuav di Venezia; Silvia Zamboni, giornalista ambientale.
Per candidarsi, le amministrazioni potranno comunicare la propria adesione tramite raccomandata A/R alla sede dell’Alleanza per il Clima onlus (via Marconi 8, 06012 Città di Castello - Pg) o per email alla casella di posta certificata Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , attenendosi alle modalità indicate nel regolamento.
Nasce a Lecce il “Movimento 5 Selle” dai giovani la forza per ciclabilizzare le città
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Il “Galilei Costa” colpisce e stupisce ancora, è la volta della classe 2°B
Nasce a Lecce il “Movimento 5 Selle”
dai giovani la forza per ciclabilizzare le città
Non è un errore di battitura, sono davvero 5 selle …di bicicletta
«Vogliamo una città in cui siano gli automobilisti a chiedere permesso»
Lecce – Ovviamente non c’è alcun bisogno di chiedersi quale sigla abbiano parafrasato gli studenti della classe 2°B dell’Istituto “Galilei Costa” per la scelta del nome di questo loro nuovo impegno, e quello che dapprima può sembrare un errore di battitura in realtà è un progetto ben congegnato e rivoluzionario, ideato dagli stessi studenti e mirante a rendere le città italiane totalmente a misura delle due ruote, partendo proprio dalla città madre del progetto, Lecce. Si precisa che, oltre ad averne parafrasato il nome, questo nuovo progetto degli studenti leccesi non è in alcun modo collegato con il movimento di Beppe Grillo.
Il “Movimento 5 Selle” nasce con un obiettivo preciso, incentivare a 360 gradi e definitivamente l’uso della bicicletta mentre il compito dei giovani salentini sarà quello di raggiungere l’obiettivo attraverso l’individuazione e la realizzazione di strategie innovative e mai collaudate (come d’altronde è loro consuetudine), capaci di trasformare radicalmente il sistema circolatorio delle strade cittadine. Naturalmente si lavorerà su più fronti, sul graduale riassetto urbano, sulle radicate cattive abitudini dei cittadini e soprattutto sulla forma mentis generalizzata che si ostina ancora oggi a non comprendere gli enormi benefici che se ne possono trarre.
Sembra quasi retorico ripetere ancora concetti banalissimi su cui tutti sono d’accordo ma pochi vogliono applicare. Usare la bici in città, specialmente in città come Lecce dove le strade sono del tutto piane, le giornate piovose sono poche e tutte le destinazioni sono raggiungibili in massimo 15/20 minuti, significa:
- · ridurre drasticamente la produzione di CO2 nell’atmosfera, a beneficio non solo della città ma di tutto il pianeta;
- · risparmiare e smettere di sprecare tanto denaro inutile nell’acquisto di carburante (…e di questi tempi …vogliamo parlarne?);
- · ridurre radicalmente il traffico, permettendo di arrivare prima, muoversi più in fretta, stressarsi di meno;
- · non contribuire al finanziamento delle multinazionali del petrolio;
- · guadagnare tantissimo in salute per via del moto costante, quotidiano, senza trascurare la possibilità di respirare aria più pura se tutti lasciano a casa l’auto;
- · guadagnare in socializzazione e benessere personale, grazie allo stato d’animo e al buonumore che si prova pedalando anziché pigiando su un pedale, questo sì che sarebbe un “social network”.
I giovani del “Galilei Costa” metteranno in campo tutti gli strumenti necessari per raggiungere lo scopo, sia virtuali, come il web, i social media, il mailing, …, che concreti, come stringere alleanze con chi si occupa già da tempo e con grande impegno della questione, creare azioni innovative e di forte impatto, agire sulle istituzioni competenti, etc.
«Vogliamo una città in cui per la prima volta siano gli automobilisti a dover chiedere “permesso” ai ciclisti – dichiarano convinti Gioia e Martino, due attivisti del movimento – città in cui le auto devono protestare per avere corsie preferenziali e per viaggiare in sicurezza, vogliamo che tutte le mattine migliaia di bambini e ragazzi delle elementari, delle medie e delle superiori possano raggiungere la propria scuola in bici, …ma riuscite ad immaginare cosa significherebbe per Lecce o per qualsiasi altra città se riuscissimo a realizzare anche solo quest’ultima cosa?».
Una chicca? …perché “5” selle? Perché da oggi le città italiane saranno giudicate in base al numero di “selle”. Città come Ravenna e Ferrara sono già alte in classifica con un numero di selle intorno a 4. E Lecce? …da quante selle parte oggi?
Istituto di Istruzione Secondaria Superiore
"Galilei - Costa"
Guardiamo lontano, …dal lontano 1885
Tel. 0832.306014 - Fax: 0832.303935
Soluzioni e idee per ridurre le emissioni. La campagna 'A world you like, with a climate you like'
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La Commissione europea ha appena una nuova campagna di sensibilizzazione a livello europeo con il motto "Un mondo come piace a te". Il suo scopo è dare risalto a soluzioni già esistenti per conseguire l'obiettivo dell'UE di ridurre dell'80-95% le emissioni di gas serra entro il 2050, attraverso progetti, idee, azioni della vita quotidiana. Il sito in italiano della campagna (A world you like, with a climate you like). E poi su Facebook e su Twitter.
A questo proposito pubblichiamo un articolo di Connie Hedegaard, Commissario europea per l'Azione per il clima, a supporto dell'iniziativa.
Quotidianamente i media riportano notizie allarmanti sul crollo di nuovi record: sale il livello delle emissioni di CO2, si moltiplicano e intensificano fenomeni come lo scioglimento dei ghiacciai, la siccità, le alluvioni e di conseguenza continuano ad aumentare i prezzi dei generi alimentari. Non c'è da stupirsi che la gente si dica sempre più scoraggiata e preoccupata per i cambiamenti climatici.
Quando lo scorso anno la Commissione ha condotto un sondaggio sul clima, i 27000 cittadini intervistati in tutto il continente hanno dichiarato di essere più preoccupati per i cambiamenti climatici ora di quanto non lo fossero prima del vertice di Copenaghen del 2009. Anche questo dato non stupisce, dal momento che la maggior parte delle persone si rende perfettamente conto che il problema del clima non è scomparso soltanto perché abbiamo dovuto investire le nostre forze per affrontare la crisi economica.
Eppure, nonostante la crescente presa di coscienza, troppe persone in troppi paesi fanno troppo poco. Molti non fanno neanche quel poco che comporterebbe un risparmio di tempo e denaro. In parte questo atteggiamento deriva da ostacoli e mancanza di incentivi. Credo però che abbia anche a che fare col fatto che la paura riesce a motivarci soltanto fino a un certo punto. Tutti noi abbiamo bisogno di qualcosa a cui aspirare e per cui battersi. Abbiamo bisogno di sapere molto concretamente cosa possiamo fare, e di farlo nella consapevolezza che è importante.
Vorrei sottolineare che è DAVVERO importante. È in gioco il futuro stesso del nostro pianeta. Se tutti gli europei cambiassero abitudini in ambiti come l'alimentazione, gli acquisti, i trasporti e il riscaldamento, entro il 2020 potremmo ridurre le emissioni di CO2 di una quantità equivalente a quelle annue di Irlanda, Francia, Finlandia, Belgio e Portogallo messi insieme.
Ecco perché la Commissione europea ha appena lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione a livello europeo. Insieme a Ed Davey, il ministro britannico dell'energia e dei cambiamenti climatici, il vincitore del premio Oscar come migliore attore 2011 Colin Firth ed eminenti rappresentanti del mondo dell'industria e della società civile di tutta Europa, ho dato il via la scorsa settimana, presso il municipio di Londra, alla campagna "Un mondo che piace a te. Con il clima che vuoi!".
"Un mondo che piace a te" è una piattaforma per discutere di soluzioni a favore del clima. Cosa significa? In primo luogo, invece di concentrarci soltanto sul problema, vogliamo accertare quanto si possa fare con le soluzioni esistenti. Soluzioni, grandi o piccole, che riducono le emissioni di CO2 e migliorano la qualità della nostra vita. Non c'è un singolo paese dell'UE che non possa vantare soluzioni originali e innovative: opere architettoniche fuori dal comune; sedi sociali, municipi, ospedali, alberghi, persino interi quartieri ecocompatibili; trasporti pubblici intelligenti, dove le nuove tecnologie contribuiscono a ridurre sia il traffico che l'inquinamento; ristoranti rinomati che utilizzano esclusivamente ingredienti prodotti localmente.
In secondo luogo, significa che vogliamo andare oltre la comunicazione a senso unico. Lungi da noi l'intento di insegnare alla gente come vivere la propria vita. Noi vogliamo condividere idee: ad esempio, su come migliorare la nostra salute o ridurre la bolletta della luce. Desideriamo anche ascoltare e capire che cosa impedisce alla gente di fare delle scelte intelligenti come, ad esempio, andare al lavoro in bicicletta. Nelle grandi città europee i cittadini trascorrono in media otto giorni interni all'anno bloccati nel traffico. Prendendo la bicicletta risparmierebbero denaro e tempo ed emetterebbero meno CO2. Inoltre, ogni anno potrebbero smaltire ben quattro chili di grasso. Dico sul serio: cosa ce lo impedisce? Lo stesso vale per il risparmio energetico a casa. Abbassando il riscaldamento di un solo grado possiamo risparmiare fino al 5-10% all'anno sulla bolletta.
Se molte persone non fanno queste scelte dev'essere perché non ne sono a conoscenza o perché alcuni ostacoli glielo impediscono. Dobbiamo saperne di più su questi ostacoli per poter discutere con i governi degli Stati membri come rimuoverli.
Invitiamo pertanto i cittadini a partecipare al dibattito. Lo stesso vale per le imprese e le organizzazioni partner. Mettiamo a loro disposizione il nostro sito web e gli eventi che organizziamo come vetrina per esibire le soluzioni trovate. Tutti avranno la possibilità di partecipare ad un concorso per la soluzione migliore e più originale. Riteniamo essenziale offrire un valore aggiunto alle organizzazioni che sostengono la nostra iniziativa, perché la collaborazione costituisce il DNA della campagna. Siamo molto grati per il grande interesse che organizzazioni di tutta Europa hanno dimostrato per questa iniziativa. Al momento del lancio, oltre 75 organizzazioni di tutti gli Stati membri, tra cui associazioni di categoria, ONG, università e istituzioni governative, avevano già aderito come partner ufficiali.
Ogni giorno nascono nuove iniziative e forme di collaborazione. La scorsa settimana un'importante rivista economica austriaca ci ha destinato uno spazio pubblicitario, mentre la Confindustria danese ha invitato i rappresentanti delle imprese a visitare alcune fabbriche in prima linea nella ricerca dell'efficienza energetica. Inoltre, l'alleanza internazionale Sustainia, capeggiata da Arnold Schwarzenegger, ha annunciato il suo sostegno alla campagna "Un mondo che piace a te". Il prossimo anno cercheremo insieme di avviare un dialogo politico su come modificare i comportamenti e diffondere su larga scala le soluzioni a favore del clima.
Il mio invito ai governi, alle imprese e ai cittadini europei è questo: unitevi a noi. Aiutateci con iniziative concrete. Aiutateci a condividere le soluzioni. Aiutateci ad individuare il migliore progetto europeo per ridurre le emissioni. Aiutate voi stessi e gli altri a risparmiare tempo e denaro. Aiutiamoci a vicenda per costruire un mondo che ci piace!
Cosa frena l'efficienza energetica nell'industria italiana?
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Quasi tutte le tecnologie per l’efficientamento energetico nell'industria sono economicamente sostenibili anche senza incentivi e, entro il 2020, con l'efficienza si potrebbero dimezzare i consumi dell'industria italiana. Ma restano da superare gli ostacoli di una normativa inadeguata e di una cultura del risparmio energetico ancora poco diffusa.
Il costo dell'energia, del 25% superiore rispetto alla media europea soprattutto a causa del mix energetico fortemente dipendente dall'estero del nostro Paese, è uno dei principali handicap dell'industria italiana. Ad aggravare la situazione il fatto che l'efficienza energetica delle attività produttive italiane anziché migliorare in questi ultimi anni è leggermente peggiorata. Eppure i modi per tagliare le bollette delle aziende ci sarebbero: con l'efficienza energetica si potrebbero dimezzare i consumi dell'industria entro il 2020, spiega la seconda edizione dell’Energy Efficiency Report redatto dall'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, che sarà presentata domani, ma che Qualenergia.it ha potuto vedere in anteprima.
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Evidenza del cambiamento climatico in Europa: confermata la necessità di urgenti misure di adattamento
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L'Agenzia Europea per l'Ambiente oggi, 21 novembre, ha pubblicato il rapporto "Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2012" in cui si si prevedono gli effetti dei cambiamenti climatici su tutte le regioni d'Europa e gli ulteriori effetti in futuro, con danni potenzialmente elevati anche in termini di costi.
Il rapporto "Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2012en" (Cambiamento climatico, impatti e vulnerabilità in Europa al 2012) rileva che in tutta Europa sono state osservate temperature medie più elevate, nonché precipitazioni in diminuzione nelle regioni meridionali e precipitazioni in aumento in Europa settentrionale.
La crosta ghiacciata della Groenlandia, i ghiacci nell'Artico e numerosi ghiacciai in Europa si stanno sciogliendo, le superfici innevate sono diminuite e il permafrost si è riscaldato.
Gli eventi climatici estremi degli ultimi anni, quali ondate di caldo, alluvioni e siccità, hanno causato in Europa un aumento dei costi legati ai danni subiti.
Se da un lato sono necessari maggiori elementi per capire il ruolo svolto dal cambiamento climatico nel delinearsi di questo scenario, dall'altro la crescita dell’attività umana nelle aree a rischiosi è rivelata un fattore decisivo. Si prevede che gli eventi climatici estremi diventeranno sempre più intensi e frequenti e i futuri cambiamenti climatici contribuiranno ad accentuare la vulnerabilità di tale situazione. Secondo lo studio dell'EEA, se le società europee non adotteranno misure di adattamento, si prevede che i costi legati ai danni continueranno ad aumentare.
Il rapporto evidenzia che alcune regioni saranno meno in grado di adattarsi al cambiamento climatico rispetto ad altre, in parte a causa delle disparità economiche in Europa. Gli effetti del cambiamento climatico potrebbero ampliare tali disuguaglianze.
Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'AEA, ha affermato: "Il cambiamento climatico è una realtà di dimensioni mondiali, e la portata e la velocità del cambiamento stanno diventando sempre più evidenti. Ciò significa che ogni componente del sistema economico, incluse le famiglie, deve adattarsi e ridurre le emissioni".
(fonte: comunicato EEA)
continua a leggere sui cambiamenti climatici osservati e proiezioni future: alcuni risultati principali.
Rapporto "Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2012" (pdf).
Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, la consultazione pubblica lanciata dal Ministero dell'Ambiente
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Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha avviato un processo per l’elaborazione della Strategia Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici.
Il MATTM, con il supporto tecnico del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), ha avviato un primo passo per una consultazione pubblica sulla Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici mediante la compilazione di un questionario.
Obiettivo del questionario è raccogliere i punti di vista degli stakeholder ed avviare così un dialogo strutturato con le parti interessate e la società civile volto a identificare necessità specifiche ed ostacoli all’attuazione di eventuali azioni e misure di adattamento.
Si potrà contribuire alla compilazione del questionario entro il 15 novembre 2012.
Per maggiori informazioni:
Ministero dell'Ambiente
Questionario per la redazione della Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici


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